"Questo dipende dalla tua attenzione,
caro lettore.
Io ti offro onestà,
tu dimostrami affetto"

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12/04/2008


É sempre impressionante constatare come fa buio presto nelle giornate del riposo, quelle tanto agognate.
E quanto di te si siano portate via tutte le persone che, trascinando la loro rete a maglia larga, hanno passeggiato sulla tua vita.
Ma fa presto a ricrescere l'erba dell'esperienza nuova, cade la pioggia, dono di chi non vuole fare razzia ma dentro la tua vita cammina e dentro i tuoi vicoli si perde.

Perché tu diventi casa,
perché il tuo nome diventi il nome di tutto il quotidiano.
Come le foglie in tùrbine,
vesti del vento.

foto da pewter.it
pollyjean | 21:24 | permalink | commenti (3)
02/04/2008


Equidistante da ogni evento del passato, da ogni attesa futura.
E a guardare indietro non sembra vero.
Siamo diversi da tutte le promesse fatte, e si sente dannato chi le conserva nitide nella memoria.
La serenità ostentata non permette di fare la domanda più semplice, e soprattutto non basta a reggere il peso di tutte quelle parole.
Che spezza la schiena e annebbia la vista,
chiude lo stomaco.


There is fortune in my name, Currency in letters
If this life is just a game, I'll try to play it better
We all started just the same, The hopeful and the hopeless
On the streets we made our name, Our confidence, our harness

I know the marks, They don't show on the outside
But each of us carries a tale
And one of these days, We won't talk anymore
Silence begins when we fail, And I
Think I, might break

Now we separate again, But who to lay the blame on
These years of laying claim, To values I could count on

I know the marks, They don't show on the outside
But each of us carries a tale
One of these days, We won't talk anymore
Silence begins when we fail, And I
Think I, might break

Emma Pollock - Fortune
pollyjean | 15:41 | permalink | commenti (2)
30/03/2008
Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo.


Franz Xaver Messerschmidt - Homme de mauvaise humeur
pollyjean | 22:18 | permalink | commenti (2)
08/02/2008


Vivo una nuova realtà fatta di tapis-roulant a diverse velocità.
Da lontano qualcuno muove i fili, genera impulsi.
A volte mi vedo ferma in mezzo a gente che corre, altre volte mi trovo a rincorrere pezzi di futuro che potrebbero aiutarmi a capire come funziona il nuovo gioco. Altre volte ancora, il riflusso di momenti apparentemente banali giunge fino alle caviglie, le bagna leggermente per pochi secondi, poi sparisce inghiottito dal sapore dolce dell'amaro ricordo.

C'eravamo io e le luci nel cammino fra plaza Honduras e Benimaclet. C'erano le X dei nomi in lingua locale sulle insegne e sui cartelli stradali. E la sensazione che tutto quel mare fosse mio, che tutte le strade si incrociassero sempre nello stesso punto e nello stesso modo.
C'erano i piedi che affondavano nella sabbia fresca della notte. In lontananza le baracche a strisce bianche e blu dove ogni giorno venivano riposte sombras e tumbonas. E ancora l'acqua in perenne movimento, che unendosi al buio sembrava separarci, noi dieci e le nostre San Miguel, dal resto del mondo conosciuto.

Piccoli istanti di immagini riflesse, un breve riassunto di una me non tanto lontana ma diversa, meno concreta e più disposta a farsi permeare da un clima nuovo, da nuovi codici.
E anche solo il flash di un particolare angolo di strada, un odore familiare, una folata di vento che porta un po' di quel caldo, mi fanno fermare fra la gente che corre. Mi fanno sentire un vuoto nello stomaco che si traduce in magone. Mi rendono felice perché vivo e ho vissuto.

Hoy se respira viento sur
ese que nace del frío
horno de barro calienta el sol
de los lugares perdidos.

Vuelve la calma de tu voz
con la corriente del río
manto de cielo sobre el tendal
teje tu nombre y el mío.

Campo de colores se cubre en tu luz
deja la lluvia caer,
riega los suelos del sur
moja la nueva cosecha que vendrá.

Tu cuerpo calma mi dolor
y se dibuja el camino
manto de cielo sobre el tendal
teje tu nombre y el mío.

Hoy se respira viento sur
ese que nace del frío,
horno de barro calienta el sol
de los lugares perdidos.

Lisandro Aristimuño - Tu nombre y el mío
pollyjean | 00:13 | permalink | commenti (3)
07/02/2008


"Qualcosa in me sapeva dunque, aveva sempre saputo, che avrei finito coll'incontrare l'amore, parlo dell'amore condiviso, il solo che abbia valore, il solo che possa effettivamente condurci a un ordine di percezioni diverso, in cui l'individualità si spacca, in cui le condizioni del mondo appaiano modificate, e la sua continuazione legittima. Eppure non avevo niente dell'ingenuo; sapevo che la maggior parte delle persone nasce, invecchia e muore senza avere conosciuto l'amore. Poco dopo l'epidemia detta della mucca pazza, nuove norme furono promulgate nel campo dell'origine controllata della carne bovina. Nei reparti macelleria dei supermercati, nei fast food, si videro apparire piccole etichette, di solito così formulate: 'Nato e allevato in Francia. Macellato in Francia'. Una vita semplice, in effetti."

Michel Houellebecq - La possibilità di un'isola

Immagine da http://www.marinaprinzivalli.it
pollyjean | 16:22 | permalink | commenti
31/01/2008


Insomma il solito post celebrativo: questo blog compie 5 anni e continuo ad attestarmi come una delle più vecchie presenze infestanti di Splinder (sebbene non sia prolifica come un tempo).
A questa notizia ormai rituale se ne aggiunge un'altra, ottima, di cui si parlerà più avanti quando riuscirò a dis-incrociare le dita e quindi scrivere con più comodità.

Saluti e Baci,

sempre vostra R.
pollyjean | 19:47 | permalink | commenti (3)
18/01/2008
L'isolamento fisico è deleterio, lo so.
Per la favella, le relazioni sociali, l'approccio comportamentale.
Ma è così prezioso questo nuovo tempo, per me.
Quel tempo desiderato ardentemente, quello da usare per dare spazio alla voglia di imparare.
O da sprecare, molto più semplicemente, muovendo principalmente le dita, le mani e poco le gambe.
Spostamenti dell'ordine del millimetro fra i tasti, dell'ordine del metro dalla sedia al bagno.

Eppure sento che a un riaffacciarmi al Mondo il disagio prende il sopravvento: misuro il cambiamento subito in pochi giorni di volontaria clausura.
Inizio discorsi dalla fine, come se tutto iniziasse e finisse dentro la mia testa. Unico segno visibile una parola per dire "Fatto l'uovo".
E mi sembra di non conoscere più nessuno in questo momento di sospensione dal calore, a domanda rispondo ma non chiedo e non affermo.
pollyjean | 20:09 | permalink | commenti (1)
02/01/2008
Il raro verificarsi del previsto...



"Come penetrare nell'intimo della gente? Era una dote o una capacità che non possedeva. Non aveva, semplicemente, la combinazione di quella serratura. Prendeva per buono chi lanciava i segnali della bontà. Prendeva per leale chi lanciava i segnali della lealtà. Prendeva per intelligente chi lanciava i segnali dell'intelligenza. E fino a quel momento non era riuscito a vedere dentro sua figlia, non era riuscito a vedere dentro sua moglie, non era riuscito a vedere dentro la sua unica amante: forse non aveva neppure cominciato a vedere dentro di sé. Cos'era, lui, spogliato di tutti i segnali che lanciava?
La gente, dappertutto, si alzava in piedi urlando: - Questa persona sono io! Questa persona sono io!- Ogni volta che li guardavi si alzavano e ti dicevano chi erano, e la verità era che non avevano, non più di quanto l'avesse lui, la minima idea di chi o che cosa fossero. Credevano anche loro ai segnali che lanciavano. Avrebbero dovuto alzarsi e gridare: - Questa persona non sono io! Questa persona non sono io!- L'avrebbero fatto, se avessero avuto un minimo di pudore. - Questa persona non sono io!- Allora forse avresti saputo come procedere tra quei segnali, tra le innumerevoli stronzate di questo mondo."

Philip Roth - Pastorale Americana
pollyjean | 22:27 | permalink | commenti
15/12/2007


Vista l'aria che tira è meglio premunirsi:

Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio, ego me baptizzo contro il malocchio. Puh! Puh!
E con il peperoncino e un po' d'insaléta ti protegge la Madonna dell'Incoronéta;
con l'olio, il sale, e l'aceto ti protegge la Madonna dello Sterpeto;
corrrrrno di bue, latte screméto, proteggi questa chésa dall'innominéto.


Altomare Secca (a.k.a. Lino Banfi)
pollyjean | 13:04 | permalink | commenti (9)
13/12/2007
Forgive me if I'm out of line,
I can't control myself sometimes
I think I'm sick but I might be well
I think I'm broke but it's hard to tell

[The Bravery - Out of line]
pollyjean | 08:52 | permalink | commenti
07/12/2007


You have to have in you some cell, some gene, some germ that will vibrate in answer to sensations that you can neither define, nor dismiss. 
Beauty plus pity — that is the closest we can get to a definition of art. 
Where there is beauty there is pity for the simple reason that beauty must die: beauty always dies, the manner dies with the matter, the world dies with the individual.


Vladimir Nabokov - Lecture on Kafka's "The Metamorphosis"
pollyjean | 16:06 | permalink | commenti
30/11/2007
C'è chi sorride perché ti crede sconfitto


Baby, you got a bad bad mouth
Everything is poison that's coming out
Cheating, lying since the day you were born
Someone outta rinse it out with soap

Wash it out, wash it out, wash it out

No kind words are coming out of your mouth
Plenty goes in but nothing good comes out
Badmouth, sad mouth, you were an unhappy child
That doesn't make your lying tongue alright

Wash it out, wash it out, wash it out

Cos everything is poison
You'll be the unhappy one
Your lips taste of poison
You're gonna be left alone

When you told me every word you said
Came from voices talking in your head
Baby, I just think you're out for what you can get
Your badmouth has killed off everything we had

Wash it out, wash it out, wash it out

Cos everything is poison
You'll be the unhappy one
Your lips taste of poison
You'll be in the corner crying

PJ Harvey - The life and death of Mr. BadMouth
pollyjean | 19:58 | permalink | commenti (1)
30/11/2007
Querida Ingrid



Ne avevo già parlato qui. Ma pare non sia cambiato niente.
Gli anni sono diventati cinque e questi stronzi continuano a diffondere il loro credo sotto gli occhi di tutti, nel loro sito ufficiale.
Quello che vedo sono occhi immobili, sofferenza di pochi e indifferenza degli altri.
É in questi momenti che la domanda Ma chi te lo fa fare? ubriaca il cervello e gli fa desiderare per te una vita diversa, fatta dell'agiatezza che potevi permetterti, fatta di famiglia, figli, case calde e accoglienti.
E che si fottano gli altri, quelli che mentre eri già prigioniera non sono andati a votare per te nonostante fossi ancora in lista, quelli che ormai nemmeno contano il numero dei prigionieri, nè si curano della loro nazionalità.
Le parole Colombia e Libertà insieme non vanno da nessuna parte, nè a destra nè a manca.
pollyjean | 12:56 | permalink | commenti
29/11/2007
Economia dello sforzo



Succede che a corto di frasi geniali, mi ritrovi a dire cose senza senso.
E fin qui niente di strano, dirà chi mi conosce.
Ma se al tuo fianco hai un arbiter elegantiarum, questi potrebbe non lasciarti vita facile.

Serate strane, non ne imbrocchi una e non sai con chi prendertela.
pollyjean | 00:49 | permalink | commenti (1)
11/11/2007


Chi si vergognerà di me e delle mie parole,
di lui si vergognerà il Figlio dell’uomo,
quando verrà nella sua gloria.

Lc 9, 26

Non sapevo come iniziare questo post perché in testa mi girano vorticosamente un milione di frasi, non tutte educate e misurate. Il punto è che sono incazzata come una bestia.

Bando alle ciance. Sono cristiana. Sono cattolica.
E mi fa incazzare Luttazzi quando caga fuori.
E mi fa incazzare che per colpa di gente che crede di avere la verità cucita addosso alla tonaca, talvolta mi debba vergognare di uno dei miei pochi punti di riferimento che ancora non sono crollati.

Ma ancor di più mi fanno incazzare quelli che evocano le proprie radici cristiane e si sposano con rito celtico, quelli che usano il simbolo della croce per nascondere la propria malattia, comunemente nota come razzismo.

Il Vangelo è una cosa semplice. Non è nemmeno troppo lungo da leggere.
Addirittura al catechismo te ne fanno pure un riassunto, nel caso tu sia proprio proprio pigro.
E chiunque abbia fatto le medie, sa cosa è stata la vita di un perseguitato religioso (non solo cristiano) fino al 313 d.C., data dell'Editto di Costantino.

In condizioni normali, basterebbero solo questi due punti a far dire alla gente: "Questo parroco di Paderno di Ponzano Veneto è proprio un figo".
E invece no, il sondaggio del Corriere dice che la maggioranza dei votanti pensa il contrario.
Si discute sulle giuste metodologie da seguire per una efficace integrazione.
C'è un vescovo che è troppo preso a rimirarsi la tonaca piuttosto che difendere a spada tratta uno dei suoi figli.

Io appoggio don Aldo.
Perché come lui ce ne sono pochi.
Perché essere cristiani significa darsi agli altri, subito e senza sconti.
Senza necessariamente una reciprocità, caro Luca Zaia.
Ma non pretendo che tu capisca.
Impegnato come sei a pascolare maiali su terreni incolti.

[Immagine di Laura Nicolodi su http://www.jpergrafando.it]
pollyjean | 15:04 | permalink | commenti (14)
23/10/2007


[Ramón per El País]
pollyjean | 18:55 | permalink | commenti (2)
22/10/2007
All you need is Bravery



Ci vuole coraggio a scrivere e farsi leggere.
Anche se sono quelle 20 righe al giorno che dovrebbero garantirti un'uscita indolore.
Ma quella somma di righe riassume tutto ciò che in questi anni ho imparato.
Senza per forza dover scendere in valutazioni quantitative in termini di ore spese a sbattere la testa contro il muro.
Sono tempi in cui non riesco a mettere due parole in croce.
Per paura, occorre ammetterlo.
Paura di incorrere in obiezioni senza risposta.


The time we have
The task at hand
The love it takes
To become a man

...

You drop a coin
Into the sea
And shout out,
"Please, come back to me!"

You name your child
After your fear
And tell them,
"I have brought you here."

...

The time we have
The task at hand
The love it takes
To destroy a man


[The night starts here - Stars]
pollyjean | 19:34 | permalink | commenti (1)
19/10/2007
Dunque, si diceva di anni di emigrazione.
Si diceva di gente che non può stare fuori.
E ora si dice di gente che non può stare nemmeno più dentro.

Inorridiamo.




Ci sono momenti come questo in cui mi sento in colpa.
Mi costruisco un futuro, che non può riguardare la mia terra.

pollyjean | 12:37 | permalink | commenti (1)
11/10/2007
A.I.D. - Allarme Ignoranza Dilagante


"Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell'imputato. E' un sardo. Il quadro del ruolo dell'uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante ma deve essere tenuto in considerazione come attenuante"


Se fossi l'animale delinquente e stupratore che ha ricevuto uno sconto di pena in Germania perché sardo mi farei dare spontaneamente l'ergastolo se non per il senso di colpa, almeno per la vergogna.

E se fossi quel giudice mi auto-sospenderei, almeno per prendermi un anno sabbatico da dedicare allo studio di che cosa siano realmente le impronte culturari ed etniche di un sardo.

Eviteri di vedere film in cui i Sardi grugniscono (Hannibal), indagherei sulla veridicità dell'immagine consueta che vede i sardi come portatori di percore al guinzaglio e avvierei uno studio statistico sugli episodi di unione intima fra pastori e pecore.

Last but not least (anzi
zu guter Letzt), andrei a fare una visita porta a porta a quei sardi che in 60000 sono emigrati verso la Germania nel dopoguerra per lavorare e mandare i soldi a casa.
Non per delinquere e avere vita facile. Poveri scemi.


In quella zona così storicamente isolata e che è appunto il centro dell’isola, si radunò, sin dai primi tempi, una popolazione ribelle ad ogni idea di mutamento, una popolazione che aveva del selvaggio nelle vene, che non fu mai d’accordo né coi Cartaginesi né coi Romani, né coi Bizantini, né con gli Spagnoli, né coi Piemontesi, né con gli Italiani di oggigiorno. Altri chiamerà ciò robustezza e vigoria, noi chiamiamo ciò non adattabilità della razza, impossibilità di progredire, di evolversi. E’ una popolazione cristallizzata, immersa in un passato che non ha più ragione di esistere, e che, pur avendo coscienza del presente, non si mette a battere la strada nuova che le si apre dinanzi: è popolazione che non può e non vuole prendere parte alla grande e meravigliosa costruzione della società attuale.

Alfredo Niceforo - La Delinquenza in Sardegna (1897)
pollyjean | 14:50 | permalink | commenti (3)
09/10/2007
Ma mi Facci il piacere.



"The Medium is the Message"
M. McLuhan - Understanding Media: The Extensions of Man


Dice il Facci, che spesso ho apprezzato e che spesso ho infamato, che la Rete non esiste. Non so in che senso l'abbia detto. Cioè, i suoi toni non sono quelli propagandati dagli estremisti che subito si sono dati da fare per organizzare petizioni e manifestazioni.
Insomma il tono di Facci è supponente e spocchioso, ma non si allontana molto da quello che usa regolarmente.

Non ho visto l'intervento di Mughini, non ho sentito la parola "subacculturati" in relazione alla figura degli internauti. Per fortuna, già il mio taglio di capelli non mi soddisfa attualmente, la capigliatura punkettona da capello rizzato non mi avrebbe donato.

La cosa che più mi fa ridere del filmato è Vespa che con il suo "quello sarà un brutto giorno" comunica tutto il disagio di una persona che ha affidato tutta la sua fortuna all'informazione vecchia, stantia, manipolata da destra e da manca, inutile e ridicola. Informazione veicolata dalla tv (nella fattispecie da quell'orribile programma che conduce da quando mio nonno andava all'orto) e dai suoi best sellers che ancora non si capisce chi siano i best buyers (se ne becco uno in libreria lo riempio di legnate in diretta).

Sono ciechi.
Informatori che dovrebbero fornire all'informato strumenti critici per leggere la realtà.
E loro la realtà nemmeno la vedono.
Annegano nella muffa, sentono solo il campanello irritante delle due Porte di quel cazzo di programma, che quel cazzo di presentatore si suona da solo.
Gli basta premere il pulsante sotto il tavolo.
E il resto del Mondo sparisce.

Ma quanta paura all'idea che la tv diventi solo uno fra tanti mezzi di comunicazione.
Svegliatevi, è già così.

La rete non esiste, Vespa, tienilo a mente.
Non ti passi neanche per l'anticamera del cervello di aprirti un blog, una cosa che non esiste è già di per sé molto stretta, il posto per te non c'è.
pollyjean | 21:19 | permalink | commenti (2)
30/09/2007


Non esprimo il mio parere sulla campagna pubblicitaria di Nolita ad opera di Oliviero Toscani.
Forse perché un'idea vera e propria non riesco a farmela se non cedendo al solito processo alle intenzioni.
Ma continuo a notare come le reazioni del mondo politico e degli intelligentoni che si parano gli occhi siano quantomeno anacronistiche.

Si affidano alla tv, loro.
Staccano manifesti pubblicitari, loro.

Ho sentito spiegare a una psicologa che tratta casi di anoressia quanto il messaggio di quelle foto, benché frutto di buone intenzioni, sia pericoloso: altre ragazze malate potrebbero eleggere Isabelle Caro come modello per una ulteriore magrezza.

Ma i ragazzi di oggi non guardano solo la tv.
Non si fissano sui manifesti pubblicitari.

Frequentano club di anoressiche sui siti "pro Ana".
Svegliatevi, gente di lassù.
Un corso di aggiornamento sulle nuove tecnologie dell'informazione non vi farebbe male.

Letizia, puoi anche grattarli via con le unghie quei manifestoni ancora freschi.
Tanto lei è qui.
pollyjean | 17:54 | permalink | commenti (3)
23/09/2007
Valeriana Rules





Su, su, calma (accarezzarsi la testa).
Calma, domani sarà tutto finito.
Forse per sempre o forse per almeno un po' di tempo.
(dire cose rassicuranti)

Non fare pensieri oscuri.
Ché il tempo passa, glissa magari entra a piedi pari.
(non ha i piedi buoni)
Ora lo senti che pesa, ma domani sarà volato.
E tu a rincorrere sull'aereo.

Domani si torna in Spagna,
e chissà se al check-in peseranno anche una nuova angoscia.
(ribadire pensieri rassicuranti)

La vita che resta sul filtro.
La vedi.
Il resto nello scolo.
Il resto nello scolo.
pollyjean | 18:09 | permalink | commenti (10)
18/09/2007
White (Dead)line Fever



Non ho niente da dire in verità, ma questo fumetto qua sotto mi ha un po' rotto le palle.
In questi giorni mi sono posta un sacco di scadenze: ne avessi rispettata una.
Dicevo: a me piace giocare. Sul filo, a quanto pare.
Sono una femmina pressapochista.

Attendo che questo settembre finisca.
pollyjean | 22:44 | permalink | commenti (1)
13/09/2007


La storica invidia colpisce ancora, mentre c'è chi sul campo combatte davvero :)

ps. il secondo link è più interessante del primo (grazie Minneddu)
pollyjean | 12:29 | permalink | commenti (2)
11/09/2007
That's why I love him



"Al pari degli altri miei libri, Disperazione non ha critiche di carattere sociale da trasmettere, né messaggi stretti fra i denti da riportare.
Non eleva l'organo spirituale dell'uomo, e non indica all'umanità la giusta via d'uscita.
Contiene assai meno «idee» di quegli opulenti e volgari romanzi tanto istericamente acclamati lungo il breve percorso risonante di echi che si snoda tra la grancassa pubblicitaria e le pernacchie."

...

"Permettetemi di aggiungere, a scanso di equivoci, che stavolta gli esperti delle «scuole» letterarie dovrebbero saggiamente astenersi dal tirare in ballo con disinvoltura «l'influenza degli impressionisti tedeschi»: non so il tedesco e non ho mai letto gli impressionisti - chiunque essi siano."

Vladimir Nabokov - Prefazione a Disperazione nella versione del 1965

Foto del 1973 di
Giuseppe Pino
pollyjean | 18:09 | permalink | commenti (3)
08/09/2007
Questo post è screanzato



Dopo dieci giorni di tensione e rabbia accumulate oggi mi rilasso.
Adesso siamo sul serio agli sgoccioli ma ci penso da domani altrimenti mi trovano al 13° piano.

In tutti gli ospedali il reparto Psichiatria si trova al 13°, no?
O solo nel mio mondo Nuoro-centrico?

Vabbè, sorvolando sulle convinzioni dell'infanzia trascurate dal dì che fu, volevo informare la gentile clientela che c'ho un paio di Vaffanculo che mi avanzano quindi li vado a tirare a Milano al V-Day, visto che a Como è saltato tutto per (ommatugguarda) motivi burocratici e organizzativi.

Se ti piacciono le parolacce appuntati che ne ho anche per te.

Con simpatia

ps. mi schifa un po' pensare di pensarla come Ligabue ma tant'è.

[Immagine da qui]
pollyjean | 11:11 | permalink | commenti (17)
04/09/2007
¿?



L'ho percepito in una frazione di secondo: o è perfezione o è depressione.
Tutta orientata verso la prima, ho fatto l'errore di pensare alla distribuzione di probabilità relativa alla seconda.
Non so quanto mi sia favorevole, non so a quanto si trovi attualmente il mio coefficiente di fortunasfacciata.

Insomma, siamo a una svolta.
Di dimensioni importanti.
Quasi come quella volta che, arrivata la fine di quell'ultima ansa, custodita da quelle enormi pareti, è stato tutto uno spiegarsi di oleandri e assaggi di sabbia.
Il preannunciarsi del mare era stato un'ingannevole brezza.
Un inganno di almeno mezzora.

Ma - ricomponendo l'immagine di partenza - questa svolta avrà una portata di quelle che non ti aspetti.
Salita, salita, salita e, dal precipizio, il mare.
Quanto grande l'angolo di visuale?
Quanto grande lo stupore?
Con quali proporzioni?

Chi lo sa?
A me piace giocare.

[Immagine: Stereolab - Serene Velocity Album Cover]
pollyjean | 20:07 | permalink | commenti (14)
04/09/2007


My name is Lucille and I know how you feel
I live downstairs
I hear you taking out your garbage
I hear you loving your girlfriend
I hear you loving yourself too
I hear you turning your thoughts off
I hear you turning your thoughts off
And I turn mine off too
The only thing I hear is you

And you don't sound nice and you don't sound right
And you don't sound good and you don't sound right

Regina Spektor - Pavlov's Daughter
pollyjean | 16:54 | permalink | commenti
29/08/2007


Los devian cundennare
a brusiare lentamente,
subra su crabone ardente,
finas a si ch'istudare,
in manera chi proàre
potan cussu bellu giogu,
in manera chi in su fogu
lassen sa piromania.

Coro di Neoneli - Su ballu 'e su fogu
pollyjean | 12:45 | permalink | commenti (7)
30/07/2007
Domani è un altro giorno. E i cocci sono suoi.



Poi dice che l'informatica non è occasione di riflessione.
Scade il dominio.
Perdi i file css che rendevano il tuo template così fico.
Rinnovi il dominio.
Credendo che tutto tornerà presto alla normalità.
Che tutto tornerà ad essere com'era prima.
E invece no.
Siamo forse davanti ad un processo irreversibile?

Come stavamo ieri, sarà così domani?
Dimmi di si.

Apdeit: ecco appunto.
C'è sempre quella piccola modifica di cui ti eri dimenticato che una volta annullata fa la differenza.
pollyjean | 12:29 | permalink | commenti (2)