
Oggi parliamo di quanto durano le vacanze in funzione dell'età di chi le affronta. Da piccola ero una bambina anomala. Mentre i miei compagni di scuola aspettavano con ansia la fine dell'attività scolastica, io odiavo con una intensità viscerale l'arrivo di quel giugno che sanciva la fine del mio divertimento. Perchè, ebbene si, lo confesso, io a scuola mi divertivo (lo stesso non si potrebbe certo dire oggi). Essendo una figlia unica e stronzetta , mi dibattevo nella noia in cui si dibattono le figlie uniche stronzette e non. Mi ricordo il cortile con mattonelle in cotto 'scamosciato' direi oggi, invaso letteralmente dal sole e il divieto esplicito di affrontare la calura mentre mia mamma si godeva il meritato riposo. E quel riposo pomeridiano, nonostante fosse immeritato se attribuito alla mia persona, mi veniva imposto con la finalità di non fare casino, si proprio così, con la scusa inoltre che fuori ad aspettarmi c'era 'sa mamma 'e su sole'...quante stronzate per non farmi usare il pallone contro il muro del cortile dietro il quale dormiva mamma. Bastava dirmi 'non farlo', non sono mica sorda...Vabbè, la mamma del sole non mi faceva mica paura come mi faceva paura mia mamma nell'atto di difendere il suo meritato riposo. Comunque, per tornare a bomba, l'estate era lenta, lentissima e rimbalzava tra il muro suddetto e la vaschetta di cemento che mia madre usava per fare il bucato a mano. Le venderanno ancora quelle vaschette? E gli stampi per farle? bà ... Ok, tutto questo per dire che ora le cose sono diverse, l'estate la vivo (al di là dei giorni al mare) dietro le finestre semichiuse della mia camera, per preservarmi da quella calura che è l'unica cosa a non essere cambiata. Mia mamma non dorme sempre il pomeriggio, io sono libera di scorazzare e fare casino (per definizione), la vaschetta non ce l'abbiamo più, neppure la casa è la stessa. Addirittura non ho nemmeno più il pallone di plastica che ai tempi costava 500£. E il giornale costava 1000£ (la Nuova Sardegna comprava mia nonna, 2 monete da 500£), poi 1200, poi 1500, ora 0.9euri. A quei tempi, su tutti i fogli di giornale che volteggiavano per strada ( i maleducati non cambiano mai) potevi leggere la parola crisi, e vedendo la tua condizione non cambiare apprezzabilmente e comunque vedendo che la fame non si rischiava, eri portato a pensare che tutte le crisi fossero invenzione dei giornalisti, invenzione di nonsisachi, o che una crisi è all'ordine del giorno o facilmente risolubile. Ora tutto è molto più chiaro. Abbiamo appreso gli usi, osserviamo tutto correre e noi corriamo dietro credendo di trascinare, attaccati al piedi, i giorni passati, convinti sempre che sia possibile riviverli, con il ricordo. La cosa più bugiarda che esista. Ora i miei 'compagni di classe' sono i miei 'colleghi'. Non vedo l'ora che l'anno accademico si suicidi al 31 Luglio. E l'estate che vorrei ferma e controllabile, vola e scivola come la sabbia che cerchi di trattenere con le dita dei piedi quando ti aggrappi stupidamente al bagnasciuga. Milano si riempie, l'inquinamento riprende il suo ritornello, io perdo il solito tempo, come se fosse un valore. Che peso questi anni. E io dove cazzo sono?