"Questo dipende dalla tua attenzione,
caro lettore.
Io ti offro onestà,
tu dimostrami affetto"

Orhan Pamuk

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29/09/2004

Ok, bando ai piagnistei. Comunque per l'occasione ho imparato a coniugare il verbo laureare al futuro (e quando se no? ), cosa che mi riusciva veramente difficile e che mi costringeva all'utilizzo di perifrasi come 'Quando avrò raggiunto il mio grado di conoscenza massimo che mi frutterà un riconoscimento davanti ad una commissione di coglioni che non ascolterà quello che dico' o a un'espressione arbitrariamente lunga che ha fatto della mia lingua un muscolo che il bicipite di Valerio Merola (il bicipite, si, il bicipite) non è nulla in confronto e cioè 'laurererererererererere...rò'.

Ecco adesso riporterò il frutto dei miei studi. penso che ci farò una tesi.

Voce del verbo Laureare; Modo: indicativo. Tempo: Futuro semplice.

io (mi) laureerò
tu (ti) laureerai
egli (si) laureerà
noi (ci) laureeremo
voi (vi) laureerete
essi (si) laureeranno






pollyjean | 11:03 | permalink | commenti (11)
28/09/2004
Bene. E' ufficiale : non mi laureo.
pollyjean | 18:11 | permalink | commenti (5)
27/09/2004

Nessuno è capace di vedere quanto sono bella ai miei occhi. Le foto varie ed eventuali non mi rendono giustizia. Quella non sono io. Io sono bella quando mi guardo allo specchio e mi cola tutto il nero del trucco sulle guance allagate dalle lacrime. L'occhio sembra più chiaro e vivo, le ciglia umide si rapprendono in gruppi e sembrano malinconicamente finte. E' questo uno di quei momenti in cui non vorrei essere da nessuna parte, uno di quei giorni in cui non reggo le sfide. Quanto sono bella io, tu non lo sai perchè ancora non sei riuscito a misurare la massima profondità della mia tristezza. Quando ti calerai con me in fondo a quell'abisso rimarrai abbacinato da tanto splendore, ma altrettanto atterrito dalla verità che si presenterà ai tuoi occhi. Io sono come Firenze la notte su quel ponte, bella da far lacrimare gli occhi più duri, triste e crudele da instillarti la voglia di fuggire. E sapessi quanto è difficile fuggire da se stessi.

pollyjean | 03:24 | permalink | commenti (15)
24/09/2004

Che bello essere confortati così. Sono un cane che abbaia, portatrice sana di pensieri stupidi e insignificanti.
E' da quando sono diventata arida o forse no. Ma te lo sei mai chiesto perchè è successo?
Mi feriscono tante troppe cose. I tuoi pensieri muti, la mia incapacità di capirti, la mia incapacità di capirmi.
In questo momento non penso di essere capace di intendere e di volere. Ma non penso che la cosa renda la situazione diversa da altre già vissute e mal digerite.
Io vado via. Soffro di attitudine alla fuga. E quando dici certe cose vorrei diventare sorda all'istante.
Cerca nel fitto catalogo di solitudini che popolano il nostro Mondo, una sfera che quando si incontra con la tua non si frantumi senza possibilità di ritorno.






pollyjean | 23:55 | permalink | commenti (4)
24/09/2004

Perchè mi viene da piangere quando vedo la pubblicità della Telecom?
... Always Mahatma.


pollyjean | 18:07 | permalink | commenti (3)
23/09/2004
Ecco. Adesso voglio proprio morire.
pollyjean | 17:41 | permalink | commenti (9)
20/09/2004

Scampoli di disperazione.
Penso che questi saranno i 15 giorni della mia vita in cui la testa più di altre volte rischierà di esplodere.
E' una corsa a ostacoli, e in una corsa a ostacoli non hai tempo di pensare. E appena ci provi è finita.
E' finita.

Basta. Fermate la giostra che mi viene da vomitare, non ne posso proprio più, io la faccio qui.




pollyjean | 00:37 | permalink | commenti (19)
17/09/2004



God T'axiDriver (Dio T'assista)

E' con molto piacere (quanto il piacere può declinare nel disgusto? esiste una linea di demarcazione più robusta di 'Ho scritto t'amo sulla sabbia' che resista al vento delle nostre impressioni? Oh Tempora! Oh Mores!)...dicevo, è con molto piacere che vi presento un blog a 8 mani (un po' deforme, dunque, e non vi dico dove le abbiamo trovate queste mani*), in cui è prevista la partecipazione della sottoscritta. Come dei bravi compagni di scuola abbiamo riunito le nostre menti, non per concepire una riga del compito di latino, ma per regalare a tutti voi momenti indimenticabili, trasformati in esorbitanti zozzerie dalle nostre magiche penne. (vabbè nell'era del piccì non si può parlare di penna, ma lasciatemi fantastrucchiare un po').
I nomi degli altri sfigati non si possono dire, mi è assolutamente vietato, ma penso che qualcuno di loro prima o poi sarà così inevitabilmente sprovveduto da farsi riconoscere...
Dopo questo tentativo di pubblicità poco occulta, vi lascio il link a questo gioiello di blogghe e torno alle mie sudate quanto puzzolenti carte, che non è che non scrivo più qui perchè sono morta o perchè sono in vacanza a Capo Verde, sto solo cercando di laurearmi.
Addio Mondo Crudele e Cruento.

*l'asterisco è per la mia amichetta N. che sicuramente capirà.









pollyjean | 10:28 | permalink | commenti (5)
05/09/2004

Dal silenzio delle cose non dette
al silenzio delle cose taciute
alle promesse regalate telepaticamente
risa mute
scegli il momento per non parlare
risparmia il fiato e lasciati capire
so che ti vorrei sapere
di più di quanto non so
che mi sapresti parlare
se solo se, solo se
che mi sapresti ascoltare
se solo se..


no no no no no no no non devi più parlare
no no no no no no no non c’è niente da spiegare
no no no no no no no basta sentire
credimi
non c’è niente da capire

Quello che sei per me
è inutile spiegarlo con parole
con le note proverò
cercando nuovi accordi e nuove scale

(99posse - Quello che)
























pollyjean | 23:03 | permalink | commenti (34)
05/09/2004

Vicino alla Coop c'è un elefante. Di peluche, enorme. E' il simbolo del negozio di scarpe lì affianco. Bene, il mio obiettivo di oggi è fare la spesa e fare dell'elefante il mio cavallo di Troia a metà. Ci entrerò dentro con tutte le provviste, ma non ne ho uscirò più. Perchè non ho una città da espugnare io.
(Cioè se mi accorgo che poi mi portano dentro il negozio con l'elefante magari nottetempo qualche paio di scarpe me lo rubo).

Ciao mi vado a infilare dentro l'elefante (dalla proboscide, si intende)


pollyjean | 18:47 | permalink | commenti (8)
04/09/2004

Cazzo ho appena preso atto del fatto che oggi è sabato e non danno Il Giudice Amy.
Che palle.


pollyjean | 14:54 | permalink | commenti (4)
04/09/2004

Mannaggia a me, e a mia mamma quando ha deciso di 'mandarmi agli scout'...mi hanno inculcato che dagli altri ci si può e ci si deve aspettare tanto e ora invece tutti cercano di convincermi che solo da me stessa non posso ricevere delusioni. ma ne siamo proprio certi? No perchè io mi deludo almeno 4 o 5 volte al giorno e non sono i tuoi piedi a liberarsi del fango sul tappeto logoro dei miei pensieri, ma i miei. Maledetti scout, e maledetta me che a quelle cose ci credo davvero, forse da quando sono nata...(ti ricordi però quanto era bello svegliarsi la mattina alle 7.30 nel freddo gelido e sentire l'odore di caffè. E quella cenere a coprire i resti del giorno prima...qualcosa in quella brace si era salvato e un po' di caldo lo si poteva ancora avere. Lì intorno con le tazze di latta, il caffè e a volte la grappa ed io con il maglione più brutto e pesante che potessi trovare nei cassetti di mia zia. Ma adesso basta con i ricordi, lo dice pure V che non si scrive bene dentro le parentesi...)

Buongiorno, mondo sguaiato. Meno male che esistono i cataloghi dell'Ikea.

Pensiero OffLine nonchè Estemporaneo : Ally di AllyMcBeal vede Al Green che le canta 'How can you mend a broken heart', John di AllyMcBeal vede Barry White (il compianto) che canta 'Your the first, your the Last, my Everything'...t'immagini se io fossi ossessionata da Gabry Ponte e Little Tony che mi cantano 'Figli di Pitagora'?

pollyjean | 12:47 | permalink | commenti (3)
03/09/2004

Cose (poco importanti) di oggi :

1. Ho fatto il mio dovere di studentessa afferente all'ISU del Politecnico di Milano;
2. E' passato un dirigibile con su scritto 'Io Ti Guardo' e anzichè tranquillizzarmi, la cosa mi ha allarmata (Dice il proverbio: Non c'è niente di più temibile di un dirigibile e del suo occhio vigile)
3. Alla Coop la radio trasmetteva 'The Letter' di PJ Harvey




pollyjean | 19:22 | permalink | commenti (5)
02/09/2004

Oggi parliamo di quanto durano le vacanze in funzione dell'età di chi le affronta. Da piccola ero una bambina anomala. Mentre i miei compagni di scuola aspettavano con ansia la fine dell'attività scolastica, io odiavo con una intensità viscerale l'arrivo di quel giugno che sanciva la fine del mio divertimento. Perchè, ebbene si, lo confesso, io a scuola mi divertivo (lo stesso non si potrebbe certo dire oggi). Essendo una figlia unica e stronzetta , mi dibattevo nella noia in cui si dibattono le figlie uniche stronzette e non. Mi ricordo il cortile con mattonelle in cotto 'scamosciato' direi oggi, invaso letteralmente dal sole e il divieto esplicito di affrontare la calura mentre mia mamma si godeva il meritato riposo. E quel riposo pomeridiano, nonostante fosse immeritato se attribuito alla mia persona, mi veniva imposto con la finalità di non fare casino, si proprio così, con la scusa inoltre che fuori ad aspettarmi c'era 'sa mamma 'e su sole'...quante stronzate per non farmi usare il pallone contro il muro del cortile dietro il quale dormiva mamma. Bastava dirmi 'non farlo', non sono mica sorda...Vabbè, la mamma del sole non mi faceva mica paura come mi faceva paura mia mamma nell'atto di difendere il suo meritato riposo. Comunque, per tornare a bomba, l'estate era lenta, lentissima e rimbalzava tra il muro suddetto e la vaschetta di cemento che mia madre usava per fare il bucato a mano. Le venderanno ancora quelle vaschette? E gli stampi per farle? bà... Ok, tutto questo per dire che ora le cose sono diverse, l'estate la vivo (al di là dei giorni al mare) dietro le finestre semichiuse della mia camera, per preservarmi da quella calura che è l'unica cosa a non essere cambiata. Mia mamma non dorme sempre il pomeriggio, io sono libera di scorazzare e fare casino (per definizione), la vaschetta non ce l'abbiamo più, neppure la casa è la stessa. Addirittura non ho nemmeno più il pallone di plastica che ai tempi costava 500£. E il giornale costava 1000£ (la Nuova Sardegna comprava mia nonna, 2 monete da 500£), poi 1200, poi 1500, ora 0.9euri. A quei tempi, su tutti i fogli di giornale che volteggiavano per strada ( i maleducati non cambiano mai) potevi leggere la parola crisi, e vedendo la tua condizione non cambiare apprezzabilmente e comunque vedendo che la fame non si rischiava, eri portato a pensare che tutte le crisi fossero invenzione dei giornalisti, invenzione di nonsisachi, o che una crisi è all'ordine del giorno o facilmente risolubile. Ora tutto è molto più chiaro. Abbiamo appreso gli usi, osserviamo tutto correre e noi corriamo dietro credendo di trascinare, attaccati al piedi, i giorni passati, convinti sempre che sia possibile riviverli, con il ricordo. La cosa più bugiarda che esista. Ora i miei 'compagni di classe' sono i miei 'colleghi'. Non vedo l'ora che l'anno accademico si suicidi al 31 Luglio. E l'estate che vorrei ferma e controllabile, vola e scivola come la sabbia che cerchi di trattenere con le dita dei piedi quando ti aggrappi stupidamente al bagnasciuga. Milano si riempie, l'inquinamento riprende il suo ritornello, io perdo il solito tempo, come se fosse un valore. Che peso questi anni. E io dove cazzo sono?

pollyjean | 20:27 | permalink | commenti (4)
02/09/2004

Mi sento sola ad affrontare i miei pensieri. Diventano all'improvviso bestie feroci. Esiste una medicina che all'occorrenza fermi questo tumulto imbestialito che trasforma le mie tempie in tamburi impazziti? Dammi una martellata in fronte, ne ho bisogno.

pollyjean | 13:35 | permalink | commenti (3)
01/09/2004

La vita illusa

Dagli azzurri bastioni del cielo
le grida del sole senza parole
fra i "perché figlio mio, perché"
e i "che palle mamma, ma cosa ne so?"
qui si sciala e si scivola in curva la vita
la vita illusa.
Ci sono giorni possibili
altri mondi immaginabili
finché siamo giovani.
Si rallenta e si accosta sul bordo delle domeniche al mare
perché siamo curiosi e vogliamo vedere
tutto quello che c’è da vedere
si ma tu che sei giovane e forte
considera la sorte che è toccata a questo bimbetto
che truccava i motori e ballava la techno
e baciava la piccola Sailor Moon.
Ci sono giorni possibili
altri giorni immaginabili
finché siamo giovani
e ancora mondi possibili
altri mondi immaginabili
finchè siamo giovani.
Non lasciarti andare
fallo per lei, fallo per cosa ti pare
fallo perché i giornalisti del giornale locale scrivono male

[Virginiana Miller - La Verità sul Tennis]



























pollyjean | 16:16 | permalink | commenti (3)