A.I.D. - Allarme Ignoranza Dilagante

"Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell'imputato. E' un sardo. Il quadro del ruolo dell'uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante ma deve essere tenuto in considerazione come attenuante"
Se fossi l'animale delinquente e stupratore che ha ricevuto uno sconto di pena in Germania perché sardo mi farei dare spontaneamente l'ergastolo se non per il senso di colpa, almeno per la vergogna.
E se fossi quel giudice mi auto-sospenderei, almeno per prendermi un anno sabbatico da dedicare allo studio di che cosa siano realmente le impronte culturari ed etniche di un sardo.
Eviteri di vedere film in cui i Sardi grugniscono (Hannibal), indagherei sulla veridicità dell'immagine consueta che vede i sardi come portatori di percore al guinzaglio e avvierei uno studio statistico sugli episodi di unione intima fra pastori e pecore.
Last but not least (anzi zu guter Letzt), andrei a fare una visita porta a porta a quei sardi che in 60000 sono emigrati verso la Germania nel dopoguerra per lavorare e mandare i soldi a casa.
Non per delinquere e avere vita facile. Poveri scemi.
In quella zona così storicamente isolata e che è appunto il centro dell’isola, si radunò, sin dai primi tempi, una popolazione ribelle ad ogni idea di mutamento, una popolazione che aveva del selvaggio nelle vene, che non fu mai d’accordo né coi Cartaginesi né coi Romani, né coi Bizantini, né con gli Spagnoli, né coi Piemontesi, né con gli Italiani di oggigiorno. Altri chiamerà ciò robustezza e vigoria, noi chiamiamo ciò non adattabilità della razza, impossibilità di progredire, di evolversi. E’ una popolazione cristallizzata, immersa in un passato che non ha più ragione di esistere, e che, pur avendo coscienza del presente, non si mette a battere la strada nuova che le si apre dinanzi: è popolazione che non può e non vuole prendere parte alla grande e meravigliosa costruzione della società attuale.
Alfredo Niceforo - La Delinquenza in Sardegna (1897)