18/01/2008
L'isolamento fisico è deleterio, lo so.
Per la favella, le relazioni sociali, l'approccio comportamentale.
Ma è così prezioso questo nuovo tempo, per me.
Quel tempo desiderato ardentemente, quello da usare per dare spazio alla voglia di imparare.
O da sprecare, molto più semplicemente, muovendo principalmente le dita, le mani e poco le gambe.
Spostamenti dell'ordine del millimetro fra i tasti, dell'ordine del metro dalla sedia al bagno.
Eppure sento che a un riaffacciarmi al Mondo il disagio prende il sopravvento: misuro il cambiamento subito in pochi giorni di volontaria clausura.
Inizio discorsi dalla fine, come se tutto iniziasse e finisse dentro la mia testa. Unico segno visibile una parola per dire "Fatto l'uovo".
E mi sembra di non conoscere più nessuno in questo momento di sospensione dal calore, a domanda rispondo ma non chiedo e non affermo.