
Ho creato uno spazio inascoltato.
Una stanza con pochi mobili incellophanati e sul pavimento di legno un telefono che squilla a vuoto.
Pochi secondi e una segreteria senza messaggi di benvenuto.
Una voce che parla e non fa domande, non cerca nessuno.
Dall'altro capo del filo una bocca dice cose, emette suoni, racconta aneddoti, a volte canta.
La puoi sentire se passi di lì per caso, se mentre aspetti l'ascensore presti ascolto per un attimo e incolli l'orecchio al portoncino.





